Il leccapiedi è come l’ombra: segue solo quando c’è il sole
L’ascesa del leccapiedi: vantaggi effimeri e costi a lungo termine
Nel labirinto del mondo del lavoro, la scalata al successo può assumere forme diverse. Alcuni optano per la strada maestra del merito, altri scelgono scorciatoie più insidiose, come il “leccapiedismo”. Ma questa strategia è davvero efficace? I “leccapiedi” fanno davvero carriera?
Il fascino effimero del favore
In alcuni contesti lavorativi, compiacere i superiori può sembrare una mossa vincente. Favori, promozioni e incarichi prestigiosi possono piovere come manna dal cielo su chi sa tessere le lodi del capo. Questa tattica può creare un’illusione di sicurezza, un senso di protezione derivante dalla vicinanza al potere.
Tuttavia, questi vantaggi sono spesso effimeri. La mancanza di competenze e meriti reali può diventare un ostacolo insormontabile nel lungo periodo. In ambienti meritocratici, dove il valore del lavoro svolto è il metro di giudizio, il “leccapiedismo” rischia di essere smascherato, lasciando il “leccapiedi” privo di argomenti e credibilità.
Il prezzo della reputazione
La reputazione di “leccapiedi” è un fardello pesante da portare. I colleghi, spesso testimoni delle sviolinate e dei favoritismi, tendono a nutrire risentimento e diffidenza. Questo clima di sfiducia può isolare il “leccapiedi”, compromettendo la sua capacità di collaborare e lavorare in team.
Inoltre, la mancanza di rispetto dei colleghi può minare la credibilità professionale del “leccapiedi”. In un mondo del lavoro sempre più interconnesso, la reputazione è un capitale prezioso, e quella di un “leccapiedi” è destinata a svalutarsi rapidamente.
Il contesto aziendale: un fattore determinante
L’efficacia del “leccapiedismo” dipende in larga misura dalla cultura aziendale. In aziende con una forte cultura del merito, dove la trasparenza e l’equità sono valori fondanti, il “leccapiedismo” ha vita breve. Al contrario, in ambienti di lavoro dove prevalgono dinamiche di potere personali e favoritismi, il “leccapiedismo” può trovare terreno fertile.
Tuttavia, anche in questi contesti, i “leccapiedi” rischiano di pagare un prezzo elevato. La loro dipendenza dal favore dei superiori li rende vulnerabili ai cambiamenti di leadership e alle dinamiche di potere interne all’azienda.
Una carriera costruita sul merito
In definitiva, la carriera basata sul merito e sulle competenze solide si rivela più duratura e soddisfacente. Il “leccapiedismo” può offrire vantaggi immediati, ma a lungo termine si rivela una strategia fallimentare. La costruzione di una solida reputazione professionale, basata sulla competenza e l’integrità, è la chiave per una carriera di successo.
Il punto di vista del superiore: tra adulazione e utilità
Il “leccapiedismo”, pur essendo spesso percepito negativamente, può avere una sua logica dal punto di vista del superiore. L’adulazione, infatti, può nutrire l’ego del leader, creando un ambiente di lavoro apparentemente armonioso. Inoltre, in alcuni casi, il superiore può consapevolmente “versare” favori sui “leccapiedi” in cambio di lealtà incondizionata e sostegno nelle dinamiche di potere interne all’azienda. Questo “versamento” può assumere forme diverse, come promozioni, aumenti di stipendio o incarichi prestigiosi. Tuttavia, è importante sottolineare che questa dinamica può rivelarsi controproducente nel lungo periodo, minando la meritocrazia e la coesione del team. Un leader avveduto sa riconoscere il valore del merito e costruire un ambiente di lavoro basato sulla fiducia e il rispetto reciproco, anziché sul servilismo.

Bibliografia
- Goffman, E. (1959). La carriera morale del malato mentale. Questo studio classico sulla carriera morale, seppur concentrato sull’ambito psichiatrico, offre spunti interessanti sull’evoluzione dei ruoli sociali e sulla costruzione della reputazione. Applicabile nel contesto della carriera lavorativa e la costruzione della reputazione all’interno del gruppo;
- Brecht, B. (Varie pubblicazioni). L’arte del leccapiedi. Bertold Brecht, con il suo stile satirico, ha spesso trattato il tema dell’adulazione e del servilismo. Le sue opere possono offrire una prospettiva critica e tagliente sul fenomeno.